Quattro massicci marinai stavano alando la pesante àncora aggrappata al fondo melmoso.Città e porto ancora silenziosi. La campana di una chiesa fece sentire i rintocchi. La prima messa. Uno di loro si fece il segno della croce. Una striscia chiara dalla parte del mare aperto disegnava i contorni della terra.Una barca si avvicinò alla fiancata della caracca, un marinaio si sporse, lanciò una cima.Due uomini si aggrapparono, le mani forti e callose afferrarono la biscaglina e in un attimo furono in coperta. Il marinaio abbassò la testa in segno di saluto e reverenza e scomparve lasciandoli soli.Il cigolio della catena che sbatteva nell’occhio di cubiaLeggi altro →

1996. Corsica, 24 miglia al largo di Calvi, un team di cercatori di tesori ha prelevato a 2660 metri di profondità il contenuto del relitto General Abbatucci (Valery Frères & Fils). Naufragato per collisione con il brick norvegese Hwidt. Dimenticato per 127 anni. 6 maggio 1869. Ore 9. L’Abbatucci (282 t) salpa da Marsiglia con destinazione Civitavecchia. Nelle sue stive, affermano storici e ricercatori, un malloppo di several million French francs destinato Pio IX. A bordo settantotto passeggeri e ventisei membri d’equipaggio, tra cui un dignitario vaticano, il Console del Papa a Marsiglia, Sua Eccellenza Carlo Ferrari, scortato da una sezione della Guardia Pontificia. UnaLeggi altro →

LA VOCE AVEVA RAGIONE Si scopre che il 13 settembre del 2006 l’Odyssey presso il tribunale di Tampa, aveva deposto una richiesta di diritti di proprietà di 11 pagine in cui afferma che alle coordinate 45° 25’N, 06° 00’O è stato individuato alla profondità di cento metri un relitto di nave sconosciuto. Curiosamente di questo relitto le coordinate sono ben stampigliate sull’intestazione del documento. Per quale motivo? Vien da chiedersi. Nell’aprile del 2007 la Odyssey mette sul tavolo un terzo asso che solo chi segue da vicino queste vicende conosce. Mette in campo un terzo relitto tesoriero, questa volta italiano, il piroscafo Ancona, affondato ilLeggi altro →

Una pagina del carico Ogni cassa, baule, fagotto, sacco era numerato. Ciascuno controllato dalla dogana e imbarcato con un documento in quattro copie di cui uno viaggiava su una nave separata. Inutile dire che la precisione agli spagnoli non mancava ed è per questo che si ha la certezza matematica del contenuto di ogni relitto appartenuto alla Corona di Spagna.Elenca 172 contenitori, partiti da Callao. Altri cinque contenitori sono imbarcati a Montevideo. Uno di questi contiene quasi tremila pelli di leone marino salate, un’altra 198 chilogrammi di candele, un’altra 44 chili di paraffina. Materiale pregiatissimo e costoso. Sempre a Montevideo sono caricati 21.860 pesos: leLeggi altro →

LA RICERCA DEL RELITTO La ricerca del relitto inizia nei primi anni novanta. Nel 1995 la Odyssey annuncia di aver individuato un(meglio il) relitto dopo due anni e di aver registrato su un’area di oltre 400 miglia quadrate ben 418 siti archeologici a profondità medie intorno ai mille metri. L’unico sito in cui si trova metallo in abbondanza si ritiene sia quello del relitto inglese. Il ROV riporta a galla le fotografie. Un’immagine con il numero di serie C165A00 datata 29 maggio 2001 mostra dettagli della culatta incrostata di cannone e riporta la firma Comex da un lato Odyssey dall’altro. L’11 novembre del 2002 vieneLeggi altro →

Il recupero di 500mila monete d’argento fece il giro del mondo in pochi minuti Tutti quotidiani si interessarono a questa incredibile scoperta e pubblicarono la notizia. Il comunicato stampa, lanciato dalla Odyssey Exploration di Tampa, Florida, il 18 maggio 2007 lasciò esterrefatti un po’ tutti in particolare coloro che da anni si occupano di ricerche marine e relativi recuperi. La notizia diceva semplicemente che un loro vascello da ricerca, l’Ocean Alert, aveva individuato in un punto dell’Oceano Atlantico il relitto di una nave del XVII° secolo che aveva a bordo un grosso quantitativo di argento. Per mantenere il segreto all’operazione diedero il nome di BlackLeggi altro →

È deludente scoprire come nella documentazione ufficiale depositata negli archivi inglesi “sull’incidente” del transatlantico Laconia – gli alleati usassero questo termine. I Governi dell’ASSE scrissero come non vi fosse cenno alla perdita di 1400 italiani prigionieri di guerra sui circa 1800 presenti sulla nave. Si menziona solo che “one thousand, six hundred people were lost with the Laconia”- 1600 persone morirono nel Laconia. Anzi, nella raccolta di documenti, resi pubblici nel 1972, non vi nulla se non le proposte di medaglie con cui insignire al merito alcuni marinai inglesi per essere stati salvati dopo 30 giorni dal naufragio. Dal 12 settembre 1942, quando il LaconiaLeggi altro →

  1835. Il tre alberi Neva, che veniva utilizzato per trasportare i detenuti in Australia, fu distrutto il 13 maggio 1835. Salpato da Cork, in Irlanda, per Sydney, in Australia, l’8 gennaio 1835, con 150 detenute e 33 bambini, e nove donne libere (che erano probabilmente mogli di detenuti) con 22 figli. Tutti sotto la cura del sovrintendente chirurgo John Stephenson, della Royal Navy e 26 membri dell’equipaggio sotto il comando del capitano Benjamin Peck.  Leggi altro →

NY Times Dicembre 2020– Tornando alla sua capanna con il tetto di lamiera sulla costa caraibica del Venezuela, Yolman Lares, pescatore, ha visto qualcosa luccicare lungo la riva. Rastrellando con la mano la sabbia, ha scoperto un medaglione d’oro con un’immagine della Vergine Maria. Il villaggio di Guaca un tempo era il centro dell’industria di trasformazione del pesce del Venezuela, ora è ridotto alla miseria per la mancanza di benzina e la chiusura della maggior parte dei suoi piccoli impianti di confezionamento del pesce. “Ho iniziato a tremare, ho pianto di gioia”, ha detto il signor Lares, 25 anni. “Era la prima volta che mi accadeva qualcosa di speciale”.Leggi altro →