Tra le migliaia di monete recuperate nell’operazione Polluce molte, e chissà quante, sono falsi “autentici” riproduzioni inglesi prodotte a danno degli spagnoli. Chi le aveva imbarcate o le possedeva ne era a conoscenza? Rimane un bel mistero. Per ora quello che abbiamo scoperto è più che sufficiente a porsi altre domande sullo strano carico affondato a bordo del vapore Polluce la notte del 17 giugno 1841, cinque miglia da Parto Azzurro. Man mano che le monete tornavano in superficie, da dove erano rimaste dal giugno 1841, erano pulite dal fango con un getto d’acqua. Le prime a rivedere la luce furono quelle che, sparse, giacevanoLeggi altro →

Nel disegno la fregata Didon medesima classe della Sèmillante *Ricostruzione storica per una rivista nautica* Le “Bouche de Bonifacio”, le Bocche, passaggio infernale ha fatto strage di naviganti. In tutti i tempi. La strettoia tra Corsica e Sardegna, larga geograficamente 14 chilometri, si riduce nel punto massimo a poche miglia, disseminata com’è di mini arcipelaghi e scogli affioranti da una parte e dall’altra. Battuta costantemente da venti che possono facilmente raggiungere forze simili a vere tempeste e da correnti instabili, le Bocche, rappresentano un ostacolo rischioso per chi costretto ad attraversarle, talvolta per la necessità di ridossare sotto le coste isolane. Centinaia i naufragi, spessoLeggi altro →

All’incirca cent’anni dopo la morte di Colombo (c.a. 1506) giunge sulle coste di Cuba una nave con marinai italiani che per ragioni sconosciute sbarcano e fondano addirittura una città. Sbarcano nella parte occidentale dell’isola non controllata dalla corona spagnola. Diego Velasquez, per il re di Spagna, nel 1513, con tre spedizioni simultanee, si diresse ad occidente ed esplorò via per terra la regione orientale (da Banes a Bayamo, da qui fino alla foce del fiume Cauto) e poi la costa sud fino al porto di Jagua, navigando in canoa tra bassifondi e isolotti. Gli anfratti costieri della parte occidentale dell’isola, nella zona di capo SanLeggi altro →

h 22.30, 17 marzo 1918 Al Largo di Golfo Aranci, Sardegna. Cielo coperto, vento da est nord est, scarsa luce lunare (tramonterà alle ore 01), mare lungo e mosso, freddo intenso. Il posto radio costiero di Capo Figari, nei pressi di Golfo Aranci, riceve da Radio Caprera: ” Sentiti colpi cannoni molto lontani”. Mezz’ora prima Nave Mafalda (mercantile armato, 144 t.s.l, velocità 10,5 nodi) aveva laconicamente comunicato che lasciava il servizio di scorta al postale Tripoli per lo stato del mare. Un messaggio poco comprensibile e che lasciava molti dubbi. L’ufficiale di turno a Radio Caprera chiama, con il nominativo telegrafico S.W.J.D., il traghetto postaleLeggi altro →

La carta nautica in cambio del mio coltello da pesca. L’uomo nella canoa approdato sulla spiaggia di quell’isola remota dell’arcipelago delle Marshall fece lo scambio. Elemento prezioso ma lui sarebbe tornato a casa a memoria.Leggi altro →