Cigno Nero: c’è chi parla

LA VOCE AVEVA RAGIONE


Si scopre che il 13 settembre del 2006 l’Odyssey presso il tribunale di Tampa, aveva deposto una richiesta di diritti di proprietà di 11 pagine in cui afferma che alle coordinate 45° 25’N, 06° 00’O è stato individuato alla profondità di cento metri un relitto di nave sconosciuto. Curiosamente di questo relitto le coordinate sono ben stampigliate sull’intestazione del documento. Per quale motivo? Vien da chiedersi. Nell’aprile del 2007 la Odyssey mette sul tavolo un terzo asso che solo chi segue da vicino queste vicende conosce. Mette in campo un terzo relitto tesoriero, questa volta italiano, il piroscafo Ancona, affondato il 7 novembre 1915 da un sommergibile tedesco che si faceva passare per austriaco.
Motivo: a bordo vi è un carico di monete in oro e lingotti d’argento.

Deposito di una tazza (teacup) con la scritta Ancona

Sulla vicenda dell’Ancona e del suo tesoro l’autore ha scritto un libro edito da Longanesi

GLI SPAGNOLI NON MOLLANO
Il 2 aprile 2008 il giudice americano dopo aver nuovamente obbligato la Odyssey a rivelare le coordinate riceve dal governo iberico una “volontaria dismissione senza pregiudizio” per uno dei tre relitti: l’SS Ancona. Non è di loro pertinenza ed è fuori dallo zoccolo di sfruttamento spagnolo.Sembrerebbe finita ma invece come in tutte le migliori storie arriva il colpo di scena che sconvolge tutto. A tal punto che alcuni siti web, che riportavano notizie dettagliate su quanto era in corso, molto diverse dall’ufficialità, inspiegabilmente, in poche ore, scompaiono dalla rete. E spariscono anche le copie “cache” dei siti e molti forum finanziari che trattano della questione. In uno, scomparso mentre stavo leggendo, un tizio diceva ad un altro di copiare subito la sua annotazione perché la mattina dopo non l’avrebbe più trovata. Alla faccia della libertà di parola a dimostrazione che la rete può essere controllata. Il malloppo non proverrebbe da alcuno dei tre relitti messi in campo ma dalla Nostra Senora de la Mercedes. Un relitto con un consistente tesoro, cercato da sempre e mai trovato.

AVEVA A BORDO
Un gran quantitativo di denaro e oro che proveniva da Montevideo. La nave da guerra salta per aria durante un combattimento in prossimità di Capo Santa Maria, Portogallo, in una posizione rilevata dal comandante della nave inglese Amphibion 36°26’N, 07° 40’O, ad una distanza dal Cabo tra le otto e le nove leghe.

Disegno dello scontro navale

L’Indefatigable rileva il punto con una leggera differenza 36°26’N a dieci leghe NE del Capo [1 lega nautica inglese corrisponderebbe a 3 miglia nautiche, pari a 5,556 chilometri]. John Potter, nella sua bibbia sui tesori perduti fornisce un’altra coordinata: 36°26’N, 08°10’O, 30 miglia sud ovest da Capo Santa Maria. Giunti a questo punto, tutto si complica ulteriormente. Se la nave spagnola, con denaro spagnolo, fosse affondata in quell’area, indicata dai rilevamenti delle navi inglesi, quel relitto sarebbe di proprietà del Governo portoghese, il quale, tace. E non ci si spiega perché. Ben informati portoghesi in un forum celato come al solito sotto un titolo che nulla ha a che fare con navi, relitti e dobloni, affermano che le autorità portoghesi non vogliono intervenire di proposito ma che se richiesto appoggeranno le rivendicazioni spagnole.

IL 17 APRILE 2008 RESPINTA LA RICHIESTA DELL’ODYSSEY

Di mantenere il segreto circa la nave da cui hanno tratto il bottino. Avevano inviato una richiesta al tribunale in cui si dice che il sito archeologico potrebbe corrispondere sia al relitto della Merchant, affondata nel 1641 – per il quale la Odyssey ha depositato regolare richiesta di diritti – sia alla Mercedes con denaro e beni preziosi affondata nel 1804. In pratica non lo hanno ben capito pur avendo a loro disposizione storici che costano centinaia di dollari all’ora. Uno di costoro, denunciato per non aver mantenuto il segreto professionale ed aver comprato azioni prima dell’annuncio della scoperta, per il lavoro di esperto aveva ricevuto oltre 120 mila dollari. Dalla richiesta si nota che hanno paura che il nome possa venire fuori poiché già da molte parti è stato pronunciato ed addirittura i quotidiani spagnoli lo hanno pubblicato dopo che la Odyssey, nella figura del suo direttore Greg Stemm lo affermò pubblicamente. Ma che vi fosse qualcosa di strano attorno a questa vicenda era abbastanza chiaro. Già nell’ottobre del 2007 il sito lexpress.fr riporta che la Odyssey Marine è al centro di un imbroglio internazionale.

DELAUSE METTE ONLINE UNA DICHIARAZIONE

Di Henry Delauze, fondatore della Comex, che afferma “che nel 2001 ha individuato la Merchant Royal al largo della Gran Bretagna. Con zanne di elefante e cannoni, ma senza alcuna traccia del denaro”. La posizione del relitto, afferma Delauze, che risiedette nel consiglio amministrativo della Odyssey dal 2004 al 2006, la vendette a Greg Stemm per 100 mila dollari, pagamento che non ha mai ricevuto. “Successivamente – racconta – ho saputo che il prezioso contenuto della nave è stato trasbordato su una grande scialuppa che andò alla deriva con 85 uomini a bordo e che colò a picco a qualche miglio di distanza. Stemm è stato più intelligente di me, ha cercato nella zona e ha individuato i resti della scialuppa. Questo spiega perché vi sono difficoltà nel sapere da che relitto provenga il bottino”.
Manca, per concludere, un passaggio che ha dell’incredibile. Costoro recuperano le monete, le controllano, non sanno da che relitto navale le hanno prese. E lo affermano chiaramente. I loro esperti non riescono a capire la differenza tra monete spagnole coniate a metà del ‘600 e quelle in circolazione tra la fine del 1700 ed i primi anni del 1800.

Selon Henri Germain Delauze, le fondateur de la Comex, entreprise marseillaise spécialisée dans l’ingénierie sous-marine, qui fut actionnaire et membre du conseil d’administration d’Odyssey entre 2004 et 2006, cela ne fait aucun doute. «J’ai découvert l’épave du Merchant Royalen 2001 au large de la pointe sud-ouest de l’Angleterre, raconte-t-il.
J’y ai trouvé des défenses d’éléphant et des canons, mais aucune trace de monnaies. J’ai vendu sa position à Greg Stemm, le PDG d’Odyssey, contre une promesse de 100.000 dollars qu’il ne m’a jamais réglée. J’ai appris par la suite qu’à l’époque du naufrage, le trésor du navire, dont la coque fuyait, avait été transbordé dans une grosse chaloupe qui avait dérivé avec 85 hommes à bord avant de couler quelques milles plus loin. Greg Stemm a été plus malin que moi: il a cherché dans les parages et trouvé le butin dans les restes de cette chaloupe. Cela explique qu’il ait autant de difficultés à identifier formellement l’épave car elle ne porte aucun signe distinctif.


Che dire! Se non pensare ad un gigantesco imbroglio internazionale. Navigando in rete si possono trovare le tracce di quanto è accuduto dopo.