Cigno Nero:uno buono, due a copertura

TRE RELITTI IN CAMPO

Nostra Senora de Las Mercedes
L’ammiraglio Jose de Busamante y Guerra era uno dei migliori della reale flotta spagnola durante il regno di Carlo IV. Il 13 settembre 1796 ricevette l’incarico di governatore di Montevideo, nell’attuale Paraguay. Nel 1804, fu rimpiazzato da Pascual Ruiz de Huidobro, e con una flotta di quattro navi – la Fama (34 cannoni), la Nostra Senora de Las Mercedes (36), la Medea (40 cannoni) e la Santa Clara (40 cannoni) lasciò il Sud America per tornare in Spagna. Con il compito di trasportare in patria un carico di oro, argento e materiale vario. I documenti spagnoli – che ricordiamo erano scritti sempre in quattro copie: una rimaneva nel luogo di partenza, due navigavano con la nave, una veniva spedita con un “aviso” successivamente – riportano che aveva lasciato Montevideo il il 7 agosto 1804, trasportava 4,736,153 pesos argento , divisi fra le quattro navi, di cui 1,269,669 in oro, oltre a beni personali degli ufficiali con l’aggiunta di 1,307,634 pesos in argento di proprietà del Re. Nel 1804 il carico era di straordinario valore equivalente a 900 mila sterline o 4,050,000 dollari.La flotta, arrivata in vista della costa europea, incrociò quattro fregate inglesi – HMS Indefatigable (44 cannoni), HMS Medusa (32 cannoni), HMS Amphion (32 cannoni), HMS Lively (38 cannoni) – di pattuglia fra Gibilterra e Cadice.Con la scomparsa della Mercedes scomparivano circa un milione di pesos, beni personali di altissimo valore, 147,070 peso destinati alle paghe dei soldati, oltre a quanto a bordo era stato imbarcato di contrabbando. Il resto finì in mani inglesi e l’ammiraglio Bustamante prima di essere rimpatriato ricevette 30.000 pesos come rimborso per le sue perdite personali. La guida Tesori Sommersi di John Potter, la bibbia dei cercatori di tesori, indica sulle stime dei documenti inglesi che le coordinate dell’affondamento sono in latitudine 36° 26’N, longitudine 08° 10’O in circa 300 metri di profondità.
La Royal Merchant, brigantino da 700 tonnellate, era stato costruito a Deptford nel 1627. Giunse al comando di Jonh Limbrey a Cadice nel gennaio del 1637 in pessime condizioni. Riprese il mare nell’agosto 1641 per il trasporto delle paghe dei 30.000 soldati spagnoli impegnati nelle Fiandre. Seguita dalla Dover Merchant si diresse verso la Manica ma ben presto cominciò a fare acque e non fu possibile all’altra nave aiutarla. Annegarono 18 uomini, se ne salvarono 40 compreso il capitano che perse il suo personale tesoro acquisito in anni di commerci e scorrerie delle Indie che si dice valesse attorno a centomila sterline. Il naufragio fece epoca, le “gazzette” europee riportarono la pesante perdita spagnola con grande enfasi e sorse immediatamente una gran confusione sul punto in cui la Merchant sarebbe colata a picco. I testimoni hanno lasciato detto che la nave al momento del naufragio si sarebbe trovata a dieci leghe dal Land’s End, estrema propaggine della Cornovaglia. Ma lasciarono anche testimonianze di aver tentato di salvare casse che contenevano 300 mila sterline in moneta spagnola e centomila in oro.
L’Ancona della NGI di Genova svolgeva servizio passeggeri tra il porto ligure e Filadelfia con fermate intermedie a Napoli, Messina, New York. Varata a Glasgow nel 1908 il 7 novembre 1915 fu affondata da un sommergibile tedesco che inalberava una bandiera austriaca, perché si disse, che non si fosse fermata alla richiesta di controllo. La maggior parte dei passeggeri erano emigranti, per lo più donne e bambini ed oltre duecento persero la vita in questo naufragio che divenne un incidente diplomatico tra Stati Uniti e Germania. La nave trasportava segretamente dodici contenitori sigillati di denaro in oro ed un imprecisato numero di lingotti d’argento come pagamento ufficialmente dedicato alla presenza italiana all’Esposizione internazionale di San Francisco. Oggi si sa che quel denaro era per il pagamento di approvvigionamento di materiale bellico ed il valore stimato odierno si aggira sui 60 milioni di dollari, quattro milioni di lire dell’epoca.