Greta Garbo e lo yacht abbandonato


Finita in uno squero a Lido degli Estensi, porto canale della provincia di Ferrara, bagnato dall’Adriatico. Ancora galleggiante ma sfinita dal tempo. E senza un nome preciso. E’ la triste storia di uno degli yacht della divina Greta Garbo l’attrice svedese, poi naturalizzata americana, quella abbandonata alla banchina di questo canale. La storia quando è stata scritta per una rivista inglese risale al 2005; quattro anni dopo un altro giornalista locale se ne occupa fornendone una versione leggermente diversa.
Oggi rileggendo quella storia possono venire dei  dubbi su come lo yacht “mediterraneo” dell’attrice più famosa forse di tutti i tempi sia arrivato fin nell’alto Adriatico. Non è poi così assurdo come si possa pensare.
La storia ci racconta che questa splendida imbarcazione di legno due ponti, con salone e cabine, lunga 34 metri  fu costruita da un cantiere inglese di Lowestoft  nel 1941, il Brooke Marine.
Sui record del cantiere non vi è traccia di simile costruzione anche perchè negli anni seguenti il cantiere venne acquisito da altri. Si sa che la Garbo era molto discreta, non amava mostrarsi o vantarsi e quindi è anche possibile che lo yacht, di cui non si conosce il vero nome, sia stato acquistato da qualche prestanome. Che l’attrice amasse le acque e le sponde del Mediterraneo è sicuro.
Le sue visite sulla Riviera francese e quella italiana sono note, aveva amicizie nei luoghi più belli della Penisola.
C’è rimasta una traccia scritta da uno dei suoi tanti biografi:  “In later years, Garbo called herself ”a wanderer” and traveled often to Switzerland, the French Riviera and Italy, though she became an American citizen in 1951.

Foto archivio americano

Nel sito di Moreschi,famoso fotografo di Sanremo  come didascalia ad alcune sue foto c’è scritto:

La Divina Greta Garbo sbarcò, del tutto inosservata sulla banchina dei pescatori nel porto di Sanremo, a bordo di un piccolo gozzo partito dal suo Yacht ancorato nel mezzo della rada e si inoltrò  indisturbata per le vie della città, accompagnata dal fedele tennista tedesco da anni al suo fianco. Anche in questo caso, fu una telefonata dell’Associated Press allo Studio Moreschi a scatenare la difficile “caccia fotografica”.  Difficile, perché Greta Garbo, è noto a tutti, da quando aveva abbandonato il cinema, viveva una spiccata idiosincrasia per le immagini; inoltre, era divenuta abilissima nel celare il proprio volto ad ogni obbiettivo indiscreto.  Le foto migliori di questo servizio, datato 1953, sono da quei giorni catalogate nell’immenso archivio dell’Agenzia americana; seguono la stessa sorte di tante altre immagini della Sanremo internazionale, perché l’ordinazione del lavoro prevedeva la cessione definitiva del negativo. Il più “celebre profilo di tutti i tempi”, documentato in questa pagina è stato sorpreso al Rigolet,  prima che Greta Garbo si accorgesse della nostra presenza e fuggisse in barca.

Era quindi una viaggiatrice senza meta e questo lascia la convinzione che lo yacht acquistato nel 1970 a Salerno fosse il suo. Aveva amicizie a Ravello. Ad acquistarlo dai Fratelli Trapani di Salerno, di cui non si ha idea di cosa ne fecero, a metà del ’70 Pier Giorgio Pasi della società Europa (si occupa di mini crociere nella laguna veneta e dintorni) che la impiega con il nome di Europa II, almeno questa l’intenzione, come imbarcazione per pescatori sportivi allo sgombro.
Fino al 1995 (o 1992 secondo altre ricostruzioni) lo yacht con il nome cambiato in Alimuri rimane nel porto di Ravenna. Pare che il proprietario fosse tal Placuzzi.  Da questa data al 2000 rimane sotto la custodia della Guardia Costiera che la riporta al suo porto di origine, Porto Garibaldi, dove vien per così dire abbandonata al suo destino.
Mi son sempre chiesto, visto la notorietà della Garbo e dell’interesse che aveva avuto la Svezia nei confronti dell’attrice, se le autorità di quel Paese non sapessero della presenza della sua celebre imbarcazione. Sicuramente oggi sarebbe nel suo museo.
Invece no, è finita a pezzi sotto i colpi di un demolitore.